Smettere di usare i social network|Stop using social network
Quanti ce ne sono? Davvero tanti! In testa Facebook. Si può smettere di usarli?
Information and communication technology – me.think.toString(“blog”);
13th March 2010
Continuando la serie di posts che mettono a confronto i vari social networks mi voglio soffermare sulle alternative a Facebook e MySpace, ovvero TWITTER, BADOO, LINKEDIN e XING. Tutti hanno obiettivi differenti: TWITTER ha come obiettivo il microblogging, BADOO la conoscenza di nuove persone, LINKEDIN e XING sono reti di professionisti. Quale di questi, esludendo MySpace, potrebbe candidarsi come l’anti Facebook? Lo strapotere di Facebook è evdente, non solo come social network ma anche come fenomeno web tanto che le ricerche della parola facebook hanno superato quelle della parola porno da molto tempo.
Per rispondere a questa domanda ci affidiamo a GoogleTrends.

Gobal unique visits

Alternative Social Network in Italy
Facebook sente il fiato sul collo di Twitter. Per chi ancora non lo conoscesse, a causa della colonizzazione del settore social network da parte di Facebook, Twitter si propone come un social network basato sul microblogging. Il microblogging permette agli utenti di aggiornare il proprio stato con un massimo di 140 caratteri. Twitter permette di “seguire” altre persone nostre amiche e anche di ricevere aggiornamenti sugli stati tramite sms. Un social network molto più leggero, con meno fronzoli e dedito esclusivamente ad aggiornamenti di stato.
Ieri Facebook ha annunciano notevoli cambiamenti nell suo layout, addattandosi, almeno apparentemente, allo stile Twitter e ha promesso la notifica in tempo reale degli aggiornamenti effettuati dai nostri amici, così come fa attualmente Twitter. La home page verrà quindi modificata e avrà tre colonne che permetteranno all’utente di gestire nella stessa pagina tutte le informazioni principali.

New Facebook Home
Riprendendo l’analisi fatta in un recente post sulla popolarità di Facebook messa a confronto con quella di Badoo cerchò di analizzare con lo stesso strumento, ovvero Google Trends, la popolarità di MySpace rispetto a Faceboook. Scegliendo Google Trends prendo atto dello strapotere di Google come motore di ricerca, perchè le statistiche offerte da questo servizio sono relative alle sole ricerche fatte con Google. MySpace tiene il passo relativamente al volume di news. Sotto questo punto di vista Facebook è di poco in vantaggio, mentre come volume di ricerche quello che è diventato il social network per eccellenza vince abbondantemente.

In Italia il dato cambia per MySpace ma non per Facebook. Facebook resta su livelli molto alti mentre MySpace precipita letteralmente facendo molto peggio dello stesso Badoo.

Ora mi interessa analizzare l’unica città italiana dove Baddo era riuscito a tenere testa a Facebook mantenendo la parità, cioè Napoli.
La situazione non fa altro che rispecchiare quella dellItalia.

Da tenere presente è il fatto che la stessa Microsoft ha acquistato una quota di Facebook. Se non puo sconfiggere il nemico è meglio farlo diventare un amico!
Dobbiamo rassegnarci ad identificare la parola Social Network con Facebook così come abbiamo fatto per Motore Di Ricerca con Google?

Sull’onda dell’entusiasmo generale relativo a Facebook ho voluto comparare la popolarità di quest ultimo con quella di un altro social network di successo: Badoo. Per farlo mi sono avvalso di uno strumento molto utile messo a disposizione da Google: Google Trends che ci permette di visualizzare statistica relative alle parole cercate nel famoso motore di ricerca e anche di visualizzare dei trend per website. Basandoci sul trend relativo alle query di ricerca, dalla comparazione delle words facebook e badoo si ottine il seguente grafico.

Quindi, prendendo come campione tutte le regions censite da Google, Facebook è notevolmente più popolare di Badoo e lo è sempre stato. Se invece esaminiamo i dati scremandoli per la sola Italia la situazione è molto diversa da come si puo osservare sul secondo grafico.

In Italia la popolarità di Badoo è cresciuta costantemente e più che raddoppiata nell’ultimo anno. Facebook poco conosciuto fino a poco fa nelbel paese ha avuto u’impennata negli ultimi mesi, cosa abbastanza evidente in quanto il blogging, in primis, relativo a questo social network è aumentato all’impazzata tanto da interessare anche mezzi di comunicazione convenzionali (tv, giornali).
Scendendo ancor più nel dettaglio ho generato lo stesso trend per le maggiori città italiane e in quasi tutte la curva di facebook sovrasta di molto quella di badoo in data attuale tranne che per una delle aggiori città d’Italia dove Badoo tiene ancora testa al social network di Marc Zuckerberg, Napoli.

Ovviamente i due siti sono strutturati in maniera molto differente, quindi non sono propiamente equivalenti, ma questa breve analisi rende l’idea del forte impatto dato da facebook grazie al grande numero di articoli e news a lui dedicati.

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Tutti sono pazzi per Facebook! Ormai è inutile parlare di cos’è e come funziona, lo sanno anche i bambini (purtroppo oserei dire). Il successo di questo social network, che ha sorclassato tutti quelli preesistenti, è espressione di un radicale cambiamento nel web e mostra come sono premiate le iniziative che seguono quest’onda. Sto parlando del web verticale. Fino a poco fa il web era pieno zeppo di informazioni di ogni tipo e privo di filtri idonei per ottenere quelle di interesse, cadendo in una delle leggi economico-sociologico più conosciute: “la presenza di troppe informazioni corrisponde all’assenza di informazioni”. Facebook spinge verso un’informazione verticale: si cercano le persone che si conoscono, si condividono con loro reali interessi, si ricevono aggiornamenti relativi alla persone conosciute, non ci si imbatte in migliai di profili, gli utenti si uniscono in gruppi ben definiti…una sorta di trasposizione sul web della vita reale. Fatta questa considerazione emergono degli “effetti collaterali” generati da Facebook.
Quello più evidente è la dipendenza..ma io non ci farei tanto caso, ormai le persone sono dipendenti da tutto e passato il periodo di euforia generale questa dipendenza potrebbe scemare. Piuttosto, se da un lato Facebook permette anche ai “dummy” di creare una pagina web accessibile al mondo dall’altra potrebbe scoraggiare altre forme di comunicazione come ad esempio potrebbero essere i blog personali. Fatto sta che la fortuna di Facebook è stata fatta come sempre dalla mano d’opera a costo zero, cioè tutti gli sviluppatori che hanno implementao applicazioni per questo social network di cui sono state rese pubbliche le API per avere in cambio un po’ di ritorno d’immagine…ne vale la pena?
